Comune di Anguillara Veneta

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Le più antiche testimonianze di insediamenti umani nel territorio di Anguillara risalgono alla preistoria: tracce di un insediamento di probabile età del bronzo sono venute alla luce in località tezzon durante i lavori di sistemazione dell'alveo del canale Gorzone nel 1965.
Da Anguillara provengono anche sporadici ritrovamenti di epoca romana: un probabile frammento di edicola funeraria databile intorno al I secolo d.C. è visibile all'interno della chiesetta del Capitello, murato sul lato sinistro dell'ingresso.
Risale al periodo Longobardo (sec.VIII) un pluteo raffigurante dei pavoni che si abbeverano, proveniente dalla vecchia chiesa di Anguillara demolita sul finire del secolo scorso per motivi di pubblica utilità, ora conservato presso il Museo Nazionale Atestino.

pluteo dei pavoni
Il pluteo dei pavoni,
presso il Museo Nazionale Atestino

Per la prima volta Anguillara è citata, con la sua chiesa dedicata a Sant'Andrea apostolo, in una bolla di papa Martino III, datata 11 giugno 944. Nuovamente è menzionata in un documento dell'anno 954, dove si fa riferimento ad una palude de Anquilaria.
Il toponimo Anguillara è quasi certamente da mettere in relazione alla pesca delle anguille, per la quale, già nel XII secolo, è documentata l'esistenza di impianti di cattura nel fiume Adige. Perciò lo stemma comunale, riprendendo le antiche insegne araldiche dei Carraresi, conti di Anguillara e Signori di Padova, reca, inquartate assieme ai carri, le anguille.
Documenti del 1077 e del 1117 accennano ad Anguillara come Cappella filiale della Chiesa di Tribano e, come Chiesa Curaziale, è anche menzionata in documenti anteriori al 1236.
Nel 1179 un atto del Podestà di Padova sancisce che gli abitanti e il comune di Anguillara siano esentati, in cambio della manutenzione della via di comunicazione, del pagamento di ogni tipo di imposta e possano darsi proprie regole. Tale privilegio, più volte confermato, si protrasse per secoli, anche sotto la dominazione Veneta.

ruderi medievali
Ruderi medioevali in alveo dell'Adige a Borgoforte

Anguillara fu contea dei Carraresi e nel 1230 Iacopo vi eresse un castello che si diceva fortissimo, munito di fosse, ripari e torre, difendendolo nel 1238 contro il tiranno Ezzelino. In un altro documento del 1289, lo stesso castello è detto cinto di mura, fosse, ed edifici entro le mura. Esso fu assediato, senza successo, nel 1293 da Franceschino d'Este, fu preso e distrutto dai Veneziani nel 1375, ricostruito da Francesco I Da Carrara, ripreso e ancora distrutto dai Veneziani alleati dei Visconti, nuovamente edificato da Francesco II e infine difeso invano contro i Veneziani che nel 1404 se ne impadronirono sconfiggendo definitivamente i Carraresi.
L'anno seguente, esattamente il 17 giugno 1405, la proprietà della Gastaldia di Anguillara passò alla Veneranda Arca di Sant'Antonio da Padova in pagamento dei debiti che i Carraresi, a seguito delle guerre, avevano contratto con la Basilica del Santo. L'Arca del Santo ha mantenuto la proprietà della maggior parte dei terreni di Anguillara fino quasi ai nostri giorni, curando l'assetto del territorio ed erigendovi, nel corso dei secoli, la propria sede (sec.XVII) e numerose case coloniche.
Passata sotto il dominio della Repubblica Veneta, Anguillara nel 1425 fu eretta Vicaria per l'importanza strategica e per i traffici fluviali. Il vessillo della Vicaria era azzurro con raffigurante un carro bianco.
Durante la dominazione Veneta furono avviati imponenti lavori idraulici. Infatti, nel 1557, avvenne il Taglio del Gorzon e con la realizzazione del canale omonimo iniziò la bonifica delle paludi, ultimata solo sul finire dell'Ottocento quando furono installate le idrovore a vapore.

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