Comune di Anguillara Veneta

Personaggi: Cesare Lorenzo Fante (1876 - 1903)

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Personaggi: Cesare Lorenzo Fante (1876 - 1903)
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Scoperta di un artista.

Biografia

Cesare Lorenzo Fante nacque ad Anguillara Veneta il 23 febbraio del 1876 da Fortunato Fante, messo comunale, e Cesare Lorenzo FanteGiuseppina Talpo. Fu il primogenito di sei figli. Dopo di lui vennero Tiziano, Giovanna, Beatrice, Ferruccio e Felice. Una famiglia numerosa – ma allora era normale – con un padre dotato di una certa cultura per l’epoca: le nipoti tramandano, infatti, che amasse molto la lettura.

Questa fu la vera fortuna di Cesare. Probabilmente accortosi del talento del figlio, dopo la licenza elementare gli fece frequentare, intorno agli undici-dodici anni, una non meglio identificata "scuola di disegno" a Rovigo. Il ragazzino la raggiungeva a piedi, con qualsiasi tempo, animato da una passione più grande di lui. Qui un insegnante ne intuì le capacità, convocò il padre e lo invitò a iscrivere Cesare all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Per i parametri dell’epoca e tenuto conto della situazione della Bassa Padovana, gravata dalla povertà assai più di altre zone della provincia per il clima insalubre e le frequenti inondazioni, le condizioni della famiglia del giovane possono essere definite buone. L’impiego comunale del padre garantiva un’entrata sicura, integrata dalla rendita di alcuni terreni; gli zii, Francesco e Cesare, e il nonno Giuseppe erano occupati nella vendita di generi alimentari. Tutti e quattro compaiono nelle liste elettorali conservate presso l’Archivio Storico, per la cui iscrizione era necessario il possesso di un determinato livello di censo. Tuttavia fornire anche ad uno solo dei figli un’istruzione universitaria superava decisamente le possibilità del clan dei Fante.

Ma il professore non si perse d’animo. Una volta convinto il padre a destinare Cesare all’Arte, passò a sensibilizzare con una lettera le famiglie benestanti di Anguillara - i Simon, i Carrari, i Masiero - perché sostenessero il giovane negli studi accademici.

Fu come nelle favole: Cesare si ritrovò a Venezia, con appartamento, tasse di frequenza e libri spesati.

Per alcuni anni studiò con tranquillità. I periodi di interruzione delle lezioni li trascorreva in famiglia. Fu proprio in queste occasioni che dipinse le opere rimaste, conservate dai discendenti: una trentina di quadri di vario soggetto, riguardanti scene di vita campestre in cui sovente compaiono i fratelli, ritratti maschili e femminili, un disegno a carboncino ispirato alla Madonna del Capitello, vedute di Anguillara, dei Colli Euganei e di Venezia, sua seconda patria.

Sono lavori a cui si dedicava per diletto, forse per tenersi in esercizio, che regalava ai familiari e ai benefattori. Si tramanda che abbia affrescato anche le pareti del Capitello e varie altre case in paese. Affermazioni, comunque, non provate da alcun ritrovamento.

La popolazione di Anguillara ebbe modo di conoscere un po’ Cesare proprio durante questi "rimpatri" dall’università. Sicuramente lui era un tipo che non passava inosservato: bel giovane, alto, dallo sguardo profondo, colto. E poi un po’ "strano". Si racconta che fosse capace di starsene seduto in silenzio per ore davanti ad un muro; quindi, improvvisamente, cominciava a dipingervi.

Dovettero essere anni felici per Cesare. Poi tutto cambiò.

Morirono alcuni dei suoi mecenati e lui si trovò nella necessità di provvedere a sé stesso dipingendo quadri su commissione. Lavorò moltissimo per mantenersi agli studi e la fatica di questo periodo probabilmente favorì l’insorgere della tubercolosi. Nel 1901 il suo aggravarsi lo costrinse ad abbandonare Venezia e a fare definitivo ritorno a casa.

Fu l’addio al sogno di una promettente carriera. La pittura rimase il principale svago dei momenti di tregua della malattia. Le nipoti, però, ricordano che in questo periodo animò anche un circolo filosocialista, che si riuniva nella sua casa. Del resto, la viva partecipazione per le condizioni dei lavoratori rurali traspare chiaramente dalle opere che ha lasciato.

Nella serenità familiare Cesare si spense il 14 novembre 1903.

Nel cimitero di via Cannaregio i compagni d’Accademia e gli abitanti di Anguillara gli dedicarono un cippo marmoreo, raffigurante una colonna spezzata, coronata di fiori e che reca alla base una tavolozza, con al centro la sua foto. Qui riposa tuttora.

(La biografia è stata redatta consultando i registri anagrafici e i documenti dell'Archivio Storico comunale, ma soprattutto utilizzando le informazioni fornite dai discendenti del pittore, in particolare dalle signore Pierina e Giuseppina Olivato, figlie di una sorella di C.L. Fante)

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